In 30 secondi

  • Nel mercato libero il venditore decide le condizioni della spesa per la vendita di energia, che può comprendere sia una quota legata ai kWh sia quote fisse commerciali. Rete e oneri sono regolati da ARERA; imposte e IVA dipendono dalla normativa.
  • Nell’esempio di questa guida, 0,119 €/kWh della componente di vendita diventano circa 0,306 €/kWh come costo medio complessivo del periodo. Sono due grandezze diverse: il prezzo messo in evidenza dall’offerta non coincide con il costo totale della fornitura.
  • Per l’accisa, i primi 150 kWh mensili possono essere esenti nelle abitazioni di residenza fino a 3 kW, ma l’esenzione si riduce quando i consumi superano le soglie previste dalla legge.
  • Usa il calcolatore come controllo orientativo: se il totale non torna, verifica prima ricalcoli, bonus e altre partite prima di chiedere chiarimenti al fornitore.
Prima di iniziare: contenuto informativo generale. Le condizioni del tuo contratto e la normativa applicabile prevalgono sempre.

La telefonata comincia quasi sempre allo stesso modo. Un operatore ti dice che paghi troppo, e che con la sua offerta il kilowattora ti costerà dodici centesimi. Sembra la metà di quello che paghi oggi. Ed è vero — solo che non è la stessa cosa.

Il prezzo che ti dicono e il prezzo che paghi

Prendiamo un esempio bimestrale di un’utenza domestica da 3 kW, costruito per mostrare il metodo di lettura riga per riga.

VoceValore
Prezzo fisso indicato nel contratto0,118998 €/kWh
Consumo del periodo397 kWh
Totale della fornitura nell’esempio121,28 €
Costo medio complessivo dell’esempio0,3055 €/kWh

Esempio didattico: per il tuo caso usa sempre consumi, prezzi e quote riportati nella tua bolletta.

Il risultato può essere molto più alto del solo prezzo della componente energia, senza che i due numeri siano in contraddizione: misurano parti diverse del costo.

La ragione è semplice una volta detta. Nel mercato libero la parte che dipende dal contratto è la spesa per la vendita di energia elettrica: qui possono cambiare prezzo dei kWh, quota fissa commerciale e formula dell’offerta. Le tariffe di rete e gli oneri generali sono invece regolati da ARERA e non dipendono dal venditore scelto; accise e IVA derivano dalla normativa fiscale. Il loro importo finale può comunque cambiare con consumi, potenza impegnata e caratteristiche della fornitura.

Quando un’offerta mette in evidenza un solo prezzo, verifica a quale componente si riferisce e quali quote fisse o variabili restano fuori. Il confronto corretto si fa sulla spesa annua stimata e sulle condizioni complete dell’offerta.

Le quattro parti di una bolletta luce

Dal 2025 la nuova bolletta mette in evidenza lo Scontrino dell’energia, che separa quota consumi, quota fissa e — per l’elettricità — quota potenza, distinguendo ciò che dipende dall’offerta da rete e oneri. Per capire il costo complessivo conviene comunque ricondurre gli importi a quattro famiglie: vendita dell’energia, rete, oneri di sistema e imposte.

ComponenteChi la stabilisceCambia se cambio fornitore?
Spesa per la vendita di energia elettricaIl venditoreSì — dipende dal contratto/offerta
Spesa per il trasporto e la gestione del contatoreARERANo
Spesa per oneri di sistemaARERANo
Accise e IVANormativa fiscaleNo

Nella bolletta dell’esempio, la ripartizione è questa: 61% spesa per la vendita di energia, 18% rete, 10% oneri di sistema, 11% accise e IVA. Quasi quattro euro su dieci non dipendono da chi ti fornisce l’energia.

Come si calcola ogni riga

Qui sta il cuore della verifica. Ogni voce segue una formula precisa, e puoi ricontrollarla con i numeri scritti sulla tua fattura.

  1. Quota consumi = kWh fatturati × prezzo unitario €/kWh.
  2. Quota fissa = importo €/mese × (giorni fatturati ÷ 30). Non dipende dal consumo: la paghi anche a zero kWh.
  3. Quota potenza = kW impegnati × importo €/kW/mese × (giorni fatturati ÷ 30).
  4. Accisa = kWh soggetti × 0,0227 €/kWh, con la regola dei 150 kWh spiegata qui sotto.
  5. IVA = 10% sulla base imponibile della fornitura domestica, accisa compresa; eventuali servizi o partite estranee alla fornitura possono seguire un trattamento diverso e vanno letti separatamente.
Il dettaglio che sfugge: la quota fissa e la quota potenza si contano in trentesimi di mese, non in mesi interi. Un periodo di 61 giorni vale 61 ÷ 30 = 2,033 mesi. È il motivo per cui due bollette bimestrali dello stesso contratto non hanno mai lo stesso importo fisso.

L’accisa e la regola dei 150 kWh al mese

È il punto più mal compreso di tutta la bolletta elettrica, e quello dove è più facile che qualcosa non torni.

Per l’abitazione di residenza con potenza impegnata fino a 3 kW, fino a 150 kWh al mese possono rientrare nell’esenzione. La legge prevede però un recupero progressivo dell’esenzione: per utenze fino a 1,5 kW il recupero inizia oltre 150 kWh/mese; per utenze oltre 1,5 e fino a 3 kW inizia oltre 220 kWh/mese. Quando l’esenzione residua si azzera, tutti i kWh del mese risultano soggetti ad accisa. Per potenze superiori a 3 kW l’esenzione domestica descritta qui non si applica.

Utenza di residenzaConsumo mensile CkWh soggetti ad accisa
Fino a 1,5 kWC ≤ 1500
Fino a 1,5 kW150 < C < 3002C − 300
Fino a 1,5 kWC ≥ 300C
>1,5 fino a 3 kWC ≤ 1500
>1,5 fino a 3 kW150 < C ≤ 220C − 150
>1,5 fino a 3 kW220 < C < 3702C − 370
>1,5 fino a 3 kWC ≥ 370C

C indica il consumo del singolo mese. La tabella traduce in formula il meccanismo di esenzione e recupero previsto dall’art. 52 del TUA; non va applicata sommando più mesi.

Il conteggio si fa mese per mese, non sul totale del periodo. Nell’esempio, 397 kWh in due mesi si scompongono in 210 kWh nel primo mese e 187 nel secondo. Con 3 kW entrambi i mesi restano sotto 220 kWh: risultano quindi soggetti ad accisa 60 kWh nel primo mese e 37 nel secondo, 97 kWh in tutto. Se un singolo mese supera 220 kWh, il recupero dell’esenzione cambia il calcolo.

Se il calcolo dell’accisa non ti torna, verifica prima residenza anagrafica, potenza impegnata e consumi di ciascun mese. Con consumi elevati l’esenzione può ridursi fino ad azzerarsi; se i dati restano incoerenti, chiedi al fornitore il dettaglio delle imposte.

Calcolatore CasaSaggia

Ricalcola la tua bolletta della luce

Copia i dati dalla tua fattura

Quota consumi—energia
Quota fissa + potenza—indipendente dai consumi
Accisa—— kWh tassati
IVA 10%—su —
Totale ricalcolato——
Costo medio calcolato—€/kWh per le voci incluse

I valori iniziali sono un esempio. Sostituiscili con quelli della tua fattura. Per il confronto usa il totale riferito alla sola fornitura elettrica inclusa nel calcolo: escludi, se presenti, Canone TV, servizi aggiuntivi, rate, arretrati, crediti, bonus, ricalcoli o altre partite che il calcolatore non modella. È uno strumento orientativo di verifica, non un validatore fiscale della bolletta.

Se il totale ricalcolato è vicino al valore confrontabile della fattura, il modello di base è coerente. Se non coincide, controlla prima ricalcoli, bonus, altre partite e il dettaglio delle imposte; solo dopo un’eventuale differenza residua diventa un buon motivo per chiedere chiarimenti al fornitore.

Le tre domande da fare a chi ti chiama

Non servono competenze tecniche. Servono tre risposte, e devono arrivare per iscritto.

  • Qual è la spesa annua stimata totale per il mio consumo, non il prezzo al kWh? È il solo numero confrontabile.
  • Quanto vale la quota fissa mensile? Un prezzo al kWh basso con una quota fissa alta può costare più di quello che hai già.
  • Il prezzo è fisso o indicizzato, e fino a quando? Le condizioni economiche hanno una data di scadenza, spesso diversa dalla durata del contratto.

Non comunicare il codice POD o PDR senza motivo durante una chiamata commerciale non richiesta. Questi codici identificano la fornitura e vanno trattati come dati contrattuali; da soli non autorizzano un cambio di fornitore, che richiede un contratto e il consenso del cliente. Se l’offerta ti interessa, chiedi prima documenti e condizioni economiche per iscritto.

Prima della conclusione del contratto il venditore deve metterti a disposizione la Scheda sintetica dell’offerta, con le informazioni essenziali e la stima della spesa annua. Per le offerte elettriche del mercato libero rivolte alla generalità dei clienti domestici, la precedente Scheda di confrontabilità è stata rimossa dal 1° luglio 2024: per confrontare le proposte usa il Portale Offerte e, quando disponibile, il Codice offerta riportato nella documentazione.

Dove confrontare davvero le offerte

Esiste uno strumento pubblico, gratuito e neutrale: il Portale Offerte gestito da ARERA. Copre tutti i venditori attivi e stima la spesa annua complessiva, non solo la componente energia.

È il rovescio esatto della telefonata: nessuno ha interesse a orientarti, e il numero che ottieni è confrontabile perché calcolato allo stesso modo per tutte le offerte.

Un consiglio pratico: prima di aprirlo, prendi la tua ultima bolletta e annota il consumo annuo in kWh — lo trovi nella sezione dei consumi storici. Se vuoi capire quali apparecchi lo fanno salire, ne parliamo in come ridurre la bolletta elettrica. Senza quel dato, qualsiasi confronto è teorico.

Quando la bolletta può contenere un errore

Non sono frequenti, ma esistono. Ecco i casi in cui vale la pena controllare.

  • Consumi stimati invece che rilevati. Cerca la parola “stimata” accanto alle letture: alla lettura reale successiva arriverà un conguaglio.
  • Accisa che non coincide con le regole applicabili a residenza, potenza impegnata e consumi mensili: ricorda che con consumi elevati l’esenzione può ridursi fino ad azzerarsi.
  • Quota fissa addebitata per un periodo più lungo di quello effettivamente fatturato.
  • Potenza impegnata diversa da quella del tuo contratto.
  • Voci che non riconosci, come servizi aggiuntivi mai richiesti.

Se qualcosa non torna, il primo passo è un reclamo scritto al fornitore, che ha un termine per rispondere. Conserva sempre copia di quanto invii. Se la risposta non arriva o non ti soddisfa, esistono procedure gratuite di conciliazione indicate da ARERA, e la loro descrizione è riportata sulla bolletta stessa.

Domande frequenti

Perché il prezzo dell’offerta è diverso da quello che pago?Perché il prezzo messo in evidenza dall’offerta riguarda una o più componenti della vendita di energia, mentre il totale della fornitura comprende anche quote fisse, rete e oneri regolati e imposte. Per confrontare offerte diverse guarda la stima della spesa annua e la Scheda sintetica, non un solo €/kWh.
Quanto costa davvero un kWh in bolletta?Non esiste un valore unico. Per ottenere un costo medio complessivo del periodo puoi dividere le sole spese riferite alla fornitura elettrica per i kWh fatturati, escludendo voci estranee come Canone TV, servizi aggiuntivi, arretrati o crediti. Questo valore medio non coincide con il prezzo unitario contrattuale dell’energia.
Che cos’è la quota fissa e perché la pago anche se consumo poco?Nello Scontrino dell’energia la quota fissa raccoglie importi dovuti anche senza consumi; può comprendere componenti legate alla vendita e componenti regolate di rete/oneri. Per l’elettricità la quota potenza è indicata separatamente. Per questo due offerte con lo stesso prezzo della componente energia possono avere una spesa annua diversa.
Come funziona l’accisa sull’energia elettrica?Nelle abitazioni di residenza con potenza impegnata fino a 3 kW, fino a 150 kWh mensili possono essere esenti. L’esenzione viene però recuperata progressivamente: oltre 150 kWh per potenze fino a 1,5 kW e oltre 220 kWh per potenze superiori a 1,5 e fino a 3 kW. Il calcolo si effettua mese per mese; sopra 3 kW l’esenzione descritta non si applica.
L’IVA si calcola anche sulle accise?Per la fornitura elettrica domestica, l’IVA si applica alla base imponibile che comprende anche l’accisa. Eventuali servizi o partite estranee alla fornitura possono avere un trattamento diverso e vanno letti separatamente.
Dove posso confrontare le offerte in modo affidabile?Sul Portale Offerte gestito da ARERA. È gratuito, copre tutti i venditori e stima la spesa annua complessiva, non solo la componente energia. È il riferimento da usare prima di accettare qualsiasi proposta telefonica.
Cosa devo chiedere a chi mi chiama per propormi un’offerta?Tre cose, per iscritto: la spesa annua stimata totale, non il prezzo al kWh; l’importo della quota fissa mensile; e se il prezzo è fisso o indicizzato, con la data di scadenza delle condizioni. Se non ricevi queste informazioni su un supporto durevole, non hai gli elementi per decidere.

Fonti e metodo

Le formule e le regole descritte sono state ricontrollate sulle fonti istituzionali indicate qui sotto. Gli esempi numerici hanno finalità didattica: per la tua fornitura fanno fede il contratto, il dettaglio della bolletta e la normativa applicabile.

Ultima verifica fonti: 27 agosto 2026 · Metodo editoriale · Segnala una correzione

Nota: informazioni generali di orientamento. Per la tua situazione contrattuale fanno fede il contratto sottoscritto, la normativa vigente e le comunicazioni ufficiali del fornitore.