In 30 secondi
- Non conta la potenza in watt, conta l’energia: potenza moltiplicata per le ore d’uso. La formula è kWh = (watt × ore) ÷ 1.000.
- Le prime posizioni in una casa media sono scaldabagno elettrico, climatizzazione, frigorifero e asciugatrice: tre su quattro lavorano molte ore.
- Il secondo frigorifero in garage o cantina è il consumo invisibile più frequente: vecchio, spesso mezzo vuoto e in un ambiente caldo d’estate.
Quasi tutte le classifiche dei consumi domestici mettono in cima il forno o il ferro da stiro, perché guardano l’etichetta della potenza. È un errore di grandezza fisica, e porta a concentrarsi su apparecchi che pesano pochi euro all’anno mentre altri, silenziosi, ne pesano centinaia.
Potenza ed energia: la distinzione che cambia tutto
Il watt misura una potenza: quanto un apparecchio assorbe in un dato istante. Il kilowattora misura un’energia: potenza moltiplicata per il tempo. La bolletta si paga in kilowattora.
Un esempio rende evidente la differenza. Un forno da 2.000 W acceso un quarto d’ora consuma 0,5 kWh. Una lampadina da 10 W tenuta accesa cinquanta ore arriva allo stesso identico totale. Sulla bolletta le due voci sono identiche, anche se la potenza differisce di duecento volte.
Da qui la regola: gli apparecchi che pesano di più sono quelli che uniscono una potenza rilevante a molte ore di funzionamento. Un frigorifero assorbe poco ma lavora 8.760 ore l’anno. Un ferro da stiro assorbe molto ma lavora forse trenta ore.
La classifica reale, in kWh e in euro
Valori indicativi per una famiglia di tre o quattro persone, con costo calcolato a 0,4343 €/kWh, il prezzo di riferimento ARERA del IV trimestre 2026 per il cliente tipo in Maggior Tutela.
| Apparecchio | Consumo annuo | Costo annuo |
|---|---|---|
| Scaldabagno elettrico (se presente) | 1.000–1.800 kWh | 434–782 € |
| Climatizzazione estiva (uno split) | 250–700 kWh | 109–304 € |
| Frigorifero-congelatore | 200–450 kWh | 87–195 € |
| Asciugatrice | 150–400 kWh | 65–174 € |
| Lavastoviglie | 200–300 kWh | 87–130 € |
| Lavatrice | 150–250 kWh | 65–109 € |
| Stand-by complessivi | 100–300 kWh | 43–130 € |
| Televisore e intrattenimento | 80–200 kWh | 35–87 € |
| Forno elettrico | 70–150 kWh | 30–65 € |
| Illuminazione LED | 50–150 kWh | 22–65 € |
| Ferro da stiro | 30–70 kWh | 13–30 € |
| Piccoli elettrodomestici da cucina | 20–60 kWh | 9–26 € |
Le forbici sono ampie perché dipendono dall’età dell’apparecchio, dalla classe energetica e dalle abitudini. Un frigorifero di quindici anni può consumare il doppio di uno nuovo di pari volume, e nessuna tabella generica può dirlo al posto di una misura.
La lettura utile della tabella è la distanza tra le estremità: la prima riga vale da sola più delle ultime sei messe insieme.
Lo scaldabagno elettrico: il primo posto che nessuno sospetta
Scalda un serbatoio d’acqua e lo mantiene in temperatura tutto il giorno, comprese le ore in cui nessuno usa acqua calda. Ogni volta che l’acqua nel serbatoio si raffredda per dispersione, la resistenza si riaccende.
È anche l’apparecchio su cui si può intervenire di più senza sostituirlo:
- Abbassare la temperatura di accumulo. Impostazioni oltre i 60 °C aumentano le dispersioni senza aumentare l’acqua calda realmente disponibile, perché in uscita viene comunque miscelata con acqua fredda.
- Programmare l’accensione in fascia notturna, se il contratto è multiorario, e nelle ore che precedono l’uso.
- Verificare la coibentazione del serbatoio e delle tubazioni, soprattutto se lo scaldabagno è in un locale non riscaldato.
- Controllare il calcare sulla resistenza: un deposito spesso riduce lo scambio termico e allunga i tempi di riscaldamento.
Se la casa ha anche un impianto a gas, conviene verificare se la produzione di acqua calda sanitaria possa passare da lì: il costo per unità di energia è nettamente inferiore.
Il secondo frigorifero e altri consumi invisibili
Alcuni consumi non compaiono in nessuna classifica perché nessuno pensa di cercarli.
Il secondo frigorifero. Tipicamente un modello vecchio spostato in garage o cantina quando è arrivato quello nuovo. Tre fattori si sommano: la tecnologia obsoleta, il locale non climatizzato che d’estate lo costringe a lavorare molto di più, e il fatto che spesso è mezzo vuoto, condizione in cui perde più freddo a ogni apertura. Può arrivare a costare quanto il frigorifero principale.
Il congelatore a pozzetto poco pieno. Un congelatore lavora meglio pieno, perché la massa congelata mantiene la temperatura. Riempire lo spazio vuoto anche solo con bottiglie d’acqua riduce i cicli del compressore.
La pompa di ricircolo dell’acqua calda, dove presente, se funziona 24 ore su 24 invece che sulle fasce di effettivo utilizzo.
Gli alimentatori sempre collegati. Singolarmente valgono poco, ma un router, un decoder, una console in stand-by, un impianto audio e alcuni caricabatterie sommano una potenza continua che lavora 8.760 ore l’anno.
La resistenza antiappannamento o lo sbrinamento di alcuni frigoriferi datati, che entra in funzione ciclicamente senza alcun segnale visibile.
Dove intervenire per primo
L’ordine razionale segue la classifica, non la facilità.
- Scaldabagno elettrico: regolare la temperatura e programmare gli orari. Costo zero, effetto immediato.
- Climatizzazione: set point a 26 °C, filtri puliti, finestre schermate.
- Secondo frigorifero: valutare se serve davvero. Spegnerlo è il risparmio più netto disponibile in molte case.
- Frigorifero principale: guarnizioni integre, distanza dal muro per la ventilazione posteriore, lontano da forno e sole diretto.
- Asciugatrice: usarla a pieno carico e con la centrifuga della lavatrice al massimo, così entra meno acqua da evaporare.
- Stand-by: ciabatta con interruttore sui gruppi di apparecchi. Ultimo, non primo.
Prima di agire su qualunque voce, però, la mossa più redditizia è misurare invece che stimare. Le forbici della tabella sono troppo ampie per decidere: nel tuo caso specifico il frigorifero può costare 87 € o 195 €, e la differenza cambia la priorità.
Domande frequenti
Fonti e metodo
I valori tecnici citati provengono da normativa vigente, documentazione istituzionale e dalle grandezze dichiarate obbligatoriamente sull’etichetta energetica. I costi in euro sono calcoli espliciti a partire dal prezzo ARERA del IV trimestre 2026 (0,4343 €/kWh, tasse incluse; delibera 338/2026/R/eel del 29 settembre 2026, +37,3% sul trimestre precedente): con un’altra tariffa il risultato cambia in proporzione, e la formula resta valida.
- ARERA — aggiornamento tariffe IV trimestre 2026Prezzo di riferimento dell’energia elettrica per il cliente tipo in Maggior Tutela: 0,4343 €/kWh tasse incluse dal 1° ottobre 2026 (delibera 338/2026/R/eel del 29 settembre 2026, +37,3% sul trimestre precedente).
- ARERA — Portale ConsumiDati e strumenti istituzionali per leggere i consumi delle proprie forniture.
- ENEA — guida alla climatizzazione estivaBuone pratiche su uso efficiente, manutenzione e gestione degli impianti.
- ENEA — etichetta energetica dei climatizzatoriCome si leggono EER, COP, SEER e SCOP e cosa riporta l’etichetta dei monoblocco.
Nota: informazioni generali. Per impianti elettrici, gas, refrigeranti, lavori sull’involucro o problemi persistenti rivolgiti a un professionista qualificato.
