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Quanto costa il riscaldamento elettrico?

Inserisci potenza, ore, percentuale media di funzionamento e prezzo dell’energia. Utile per stufe, radiatori elettrici e termoventilatori.

Stima
Al giorno—
30 giorni—
Periodo scelto—
Energia stimata = potenza × ore × percentuale media di funzionamento. Il ciclo reale dipende da termostato, stanza e dispersioni.
Metodo di calcolo

Cosa significa “funzionamento medio”

Un apparecchio con termostato non assorbe necessariamente la potenza nominale per tutte le ore disponibili. La percentuale di funzionamento rappresenta una stima del tempo equivalente a piena potenza. Dispersioni, temperatura esterna, setpoint e isolamento possono cambiarla molto.

Per rendere il confronto utile, prova almeno tre scenari — 40%, 60% e 80% — invece di affidarti a un singolo numero.

Per una stima migliore
  • Usa valori della tua bolletta o del manuale dell’apparecchio.
  • Confronta scenari diversi invece di cercare un numero “perfetto”.
  • Misura il consumo reale quando puoi.
Come trattiamo stime e fonti →

Perché la potenza nominale non basta

La potenza stampata sulla targhetta indica quanto l’apparecchio assorbe quando lavora al massimo. Un riscaldatore dotato di termostato però non lavora al massimo per tutte le ore in cui è acceso: raggiunta la temperatura impostata riduce o interrompe il funzionamento, poi riparte quando la stanza si raffredda.

La voce funzionamento medio rappresenta il tempo equivalente a piena potenza. Un valore del 60% su 8 ore significa che l’apparecchio ha lavorato come se fosse rimasto al massimo per circa 4 ore e 48 minuti. Più la stanza è isolata e meno il riscaldatore deve lavorare per mantenere la temperatura.

Esempio: stufa da 1.500 W

Prendiamo una stufa da 1.500 W accesa 8 ore al giorno, con un funzionamento medio del 60%, un prezzo dell’energia di 0,4343 €/kWh (riferimento ARERA del IV trimestre 2026) e una stagione di 120 giorni:

  • 1,5 kW × 8 ore × 60% = 7,2 kWh al giorno
  • 7,2 kWh × 0,4343 €/kWh = 3,13 € al giorno
  • Su 120 giorni: circa 375 €

Cambiando solo la percentuale di funzionamento, l’intervallo diventa evidente:

Funzionamento medioEnergia al giornoCosto al giornoCosto su 120 giorni
40%4,8 kWh2,08 €≈ 250 €
60%7,2 kWh3,13 €≈ 375 €
80%9,6 kWh4,17 €≈ 500 €

Ipotesi: 1.500 W, 8 ore disponibili al giorno, 0,4343 €/kWh. Valori arrotondati.

Tra lo scenario migliore e quello peggiore ci sono oltre 250 € di differenza sulla stagione, a parità di apparecchio. È la dimostrazione che il costo dipende almeno quanto dalla casa quanto dalla stufa.

Prima di aumentare la potenza, riduci il fabbisogno

Se la percentuale di funzionamento resta alta, il problema di solito non è la potenza dell’apparecchio ma la quantità di calore che la stanza perde. Prima di acquistare un modello più potente conviene verificare spifferi su porte e finestre, chiusura delle tapparelle nelle ore notturne, tende che coprono i corpi scaldanti e temperatura impostata. Sono interventi che riducono il fabbisogno anziché aumentare il consumo.

Un vincolo pratico da non ignorare: la potenza contrattuale

Molte abitazioni hanno una potenza disponibile di circa 3 kW. Una stufa da 2.000 W lascia quindi un margine ridotto per gli altri apparecchi: sommando forno, lavatrice o phon il contatore può intervenire. Prima di usare più riscaldatori contemporaneamente verifica la potenza indicata nel contratto di fornitura.

Sicurezza
Gli apparecchi ad alto assorbimento vanno collegati a una presa adeguata e non a prolunghe o prese multiple sottodimensionate. Per qualsiasi dubbio sull’impianto elettrico rivolgiti a un elettricista qualificato: questa pagina fornisce stime di consumo, non valutazioni di sicurezza impiantistica.

Domande frequenti

Che percentuale di funzionamento devo inserire?Non esiste un valore valido per tutti. Dipende da isolamento, temperatura esterna, setpoint e dimensioni del locale. Un approccio pratico è calcolare tre scenari — 40%, 60% e 80% — e ragionare sull’intervallo che ne esce invece che su un singolo numero.
Una stufa da 2.000 W consuma davvero 2 kWh all’ora?Solo se lavora a piena potenza per tutta l’ora. Con un termostato che interrompe il funzionamento al raggiungimento della temperatura, il consumo orario medio è inferiore. La percentuale di funzionamento serve proprio a rappresentare questa differenza.
Le stufe elettriche a basso consumo esistono?Tutti i riscaldatori elettrici a resistenza convertono l’elettricità in calore con un rapporto molto simile: a parità di calore prodotto il consumo è sostanzialmente lo stesso. Le differenze reali riguardano la distribuzione del calore, il comfort e la regolazione, non un rendimento superiore.
Posso usare più stufe elettriche insieme?Va verificata la potenza contrattuale del contatore, spesso 3 kW nelle abitazioni. Sommando più apparecchi ad alto assorbimento si rischia il distacco. Per gli aspetti di sicurezza elettrica dell’impianto rivolgiti a un elettricista qualificato.

Fonti e riferimenti

Riferimenti istituzionali su efficienza e composizione della spesa.

Riferimenti verificati il 15 agosto 2026. Segnala un aggiornamento: contatti@casasaggia.it