Quanto costa il riscaldamento elettrico?
Inserisci potenza, ore, percentuale media di funzionamento e prezzo dell’energia. Utile per stufe, radiatori elettrici e termoventilatori.
Cosa significa “funzionamento medio”
Un apparecchio con termostato non assorbe necessariamente la potenza nominale per tutte le ore disponibili. La percentuale di funzionamento rappresenta una stima del tempo equivalente a piena potenza. Dispersioni, temperatura esterna, setpoint e isolamento possono cambiarla molto.
Per rendere il confronto utile, prova almeno tre scenari — 40%, 60% e 80% — invece di affidarti a un singolo numero.
- Usa valori della tua bolletta o del manuale dell’apparecchio.
- Confronta scenari diversi invece di cercare un numero “perfetto”.
- Misura il consumo reale quando puoi.
Perché la potenza nominale non basta
La potenza stampata sulla targhetta indica quanto l’apparecchio assorbe quando lavora al massimo. Un riscaldatore dotato di termostato però non lavora al massimo per tutte le ore in cui è acceso: raggiunta la temperatura impostata riduce o interrompe il funzionamento, poi riparte quando la stanza si raffredda.
La voce funzionamento medio rappresenta il tempo equivalente a piena potenza. Un valore del 60% su 8 ore significa che l’apparecchio ha lavorato come se fosse rimasto al massimo per circa 4 ore e 48 minuti. Più la stanza è isolata e meno il riscaldatore deve lavorare per mantenere la temperatura.
Esempio: stufa da 1.500 W
Prendiamo una stufa da 1.500 W accesa 8 ore al giorno, con un funzionamento medio del 60%, un prezzo dell’energia di 0,4343 €/kWh (riferimento ARERA del IV trimestre 2026) e una stagione di 120 giorni:
- 1,5 kW × 8 ore × 60% = 7,2 kWh al giorno
- 7,2 kWh × 0,4343 €/kWh = 3,13 € al giorno
- Su 120 giorni: circa 375 €
Cambiando solo la percentuale di funzionamento, l’intervallo diventa evidente:
| Funzionamento medio | Energia al giorno | Costo al giorno | Costo su 120 giorni |
|---|---|---|---|
| 40% | 4,8 kWh | 2,08 € | ≈ 250 € |
| 60% | 7,2 kWh | 3,13 € | ≈ 375 € |
| 80% | 9,6 kWh | 4,17 € | ≈ 500 € |
Ipotesi: 1.500 W, 8 ore disponibili al giorno, 0,4343 €/kWh. Valori arrotondati.
Tra lo scenario migliore e quello peggiore ci sono oltre 250 € di differenza sulla stagione, a parità di apparecchio. È la dimostrazione che il costo dipende almeno quanto dalla casa quanto dalla stufa.
Prima di aumentare la potenza, riduci il fabbisogno
Se la percentuale di funzionamento resta alta, il problema di solito non è la potenza dell’apparecchio ma la quantità di calore che la stanza perde. Prima di acquistare un modello più potente conviene verificare spifferi su porte e finestre, chiusura delle tapparelle nelle ore notturne, tende che coprono i corpi scaldanti e temperatura impostata. Sono interventi che riducono il fabbisogno anziché aumentare il consumo.
Un vincolo pratico da non ignorare: la potenza contrattuale
Molte abitazioni hanno una potenza disponibile di circa 3 kW. Una stufa da 2.000 W lascia quindi un margine ridotto per gli altri apparecchi: sommando forno, lavatrice o phon il contatore può intervenire. Prima di usare più riscaldatori contemporaneamente verifica la potenza indicata nel contratto di fornitura.
Gli apparecchi ad alto assorbimento vanno collegati a una presa adeguata e non a prolunghe o prese multiple sottodimensionate. Per qualsiasi dubbio sull’impianto elettrico rivolgiti a un elettricista qualificato: questa pagina fornisce stime di consumo, non valutazioni di sicurezza impiantistica.
Domande frequenti
Fonti e riferimenti
Riferimenti istituzionali su efficienza e composizione della spesa.
- ENEA — Vademecum pompe di caloreRequisiti tecnici e informazioni sugli interventi di efficientamento.
- ARERA — Guida alla lettura delle voci di spesaPer ricavare il prezzo effettivo del kWh dalla propria bolletta.
- Commissione europea — Apparecchi per il riscaldamento d’ambiente localeQuadro normativo ed etichettatura degli apparecchi.