In 30 secondi
- Il riferimento normativo per le abitazioni è 20 °C con 2 °C di tolleranza: passare da 22 a 20 °C è insieme un risparmio e un allineamento alla norma.
- Nei condomini centralizzati, i sistemi di termoregolazione e contabilizzazione permettono di pagare in proporzione al consumo effettivo, con risparmi indicati tra il 10% e il 30% annuo.
- L’ordine conta: regolazione prima, poi manutenzione, poi dispersioni, e solo alla fine la sostituzione dell’impianto.
Le liste di consigli sul risparmio energetico hanno un difetto comune: mettono sullo stesso piano azioni che valgono decine di euro e azioni che ne valgono uno. Questa guida le mette in ordine di resa effettiva, dalla più conveniente alla meno, così che se hai tempo per fare una cosa sola tu sappia quale.
Primo livello: la regolazione, che non costa nulla
Il riscaldamento serve a mantenere una differenza di temperatura tra dentro e fuori. L’energia necessaria è proporzionale a quella differenza: ridurla è il modo più diretto di ridurre il consumo.
Con 5 °C esterni e 22 °C interni la differenza è di 17 gradi. Portando l’interno a 20 °C diventa 15. È circa il 12% di lavoro in meno, ottenuto senza spendere nulla e restando dentro il limite di legge.
| Azione | Costo | Effetto sul consumo |
|---|---|---|
| Abbassare il termostato da 22 a 20 °C | 0 € | Alto |
| Attenuare a 16–17 °C di notte e in assenza | 0 € | Alto |
| Regolare le valvole stanza per stanza | 0 € | Medio-alto |
| Chiudere le porte tra zone a temperature diverse | 0 € | Medio |
| Ventilazione breve invece che prolungata | 0 € | Medio |
| Liberare i radiatori da mobili e copritermosifoni | 0 € | Medio |
La regolazione stanza per stanza merita una nota. Non tutte le stanze hanno bisogno della stessa temperatura: una camera da letto sta bene a 17–18 °C, un corridoio anche a 16, mentre il soggiorno e il bagno hanno bisogno di più. Le valvole termostatiche esistono proprio per questo, e sono il modo più semplice di smettere di riscaldare inutilmente metà della casa.
Un chiarimento che evita l’errore più diffuso: la valvola termostatica non è un rubinetto di portata. Il numero non regola quanta acqua passa, regola a quale temperatura ambiente la valvola si chiude. Impostarla su 5 non scalda più in fretta, scalda più a lungo.
Secondo livello: la manutenzione, che si ripaga da sola
Sono interventi di costo contenuto che ripristinano prestazioni perdute. Non migliorano l’impianto: gli restituiscono quello che aveva.
- Sfiato dei radiatori. L’aria nel circuito impedisce all’acqua di riempire tutto il corpo scaldante. Un radiatore freddo nella parte alta sta lavorando a una frazione della sua superficie utile. Si sfiata con una chiavetta in pochi minuti, a inizio stagione.
- Manutenzione e controllo della caldaia. Oltre a essere un obbligo di legge con scadenze definite, mantiene la combustione nel punto di efficienza previsto. Uno scambiatore incrostato e una combustione fuori taratura si pagano ogni giorno della stagione.
- Pulizia dell’impianto. Fanghi e depositi nei circuiti riducono lo scambio termico e possono danneggiare la pompa. Il lavaggio è un intervento periodico, non straordinario.
- Verifica della curva climatica. Molte caldaie a condensazione sono installate con impostazioni di fabbrica che non sfruttano la condensazione. Chiedere al tecnico di verificare la temperatura di mandata è gratuito durante la manutenzione ordinaria.
Quest’ultimo punto è quello più trascurato in assoluto. Una caldaia a condensazione impostata su mandata alta si comporta, dal punto di vista del rendimento, come una caldaia tradizionale. È un caso frequente e si risolve con una regolazione, non con una spesa.
Terzo livello: fermare le dispersioni evidenti
Qui si spende qualcosa, tipicamente da poche decine a qualche centinaio di euro, con ritorni che si misurano in una o due stagioni.
| Intervento | Ordine di spesa | Quando conviene |
|---|---|---|
| Guarnizioni e paraspifferi | Decine di € | Se il test della mano rileva correnti d’aria |
| Isolamento del cassonetto tapparella | Decine di € | Quasi sempre negli edifici ante 1990 |
| Pannello riflettente dietro i radiatori | Decine di € | Se il radiatore è su parete esterna |
| Cronotermostato programmabile | Centinaio di € | Sempre, se non c’è già |
| Valvole termostatiche | Centinaio di € | Se l’impianto ne è privo |
| Isolamento delle tubazioni in locali non riscaldati | Decine di € | Se le tubazioni passano in cantina o garage |
L’ultima riga vale una spiegazione: le tubazioni di mandata che attraversano un locale non riscaldato cedono calore lungo tutto il percorso, prima di arrivare ai radiatori. È calore pagato e mai utilizzato. Le guaine isolanti costano poco e l’installazione è alla portata di chiunque.
Quarto livello: gli interventi strutturali
Sostituzione degli infissi, cappotto, cambio del generatore. Sono investimenti importanti e vanno affrontati con due precauzioni.
La prima è l’ordine. Cambiare la caldaia prima di aver ridotto le dispersioni significa dimensionare il nuovo generatore su un fabbisogno che poi si vuole ridurre: si finisce con un apparecchio sovradimensionato che lavora male ai carichi parziali. La sequenza tecnicamente corretta è involucro prima, impianto dopo.
La seconda è la valutazione preliminare. Su una spesa di questa entità, una diagnosi energetica preliminare cambia spesso le priorità: capita di scoprire che il solaio verso il sottotetto pesa più delle finestre e costa una frazione del prezzo per isolarlo.
Sulle detrazioni fiscali vale la stessa avvertenza di sempre: aliquote, massimali e requisiti tecnici cambiano di anno in anno. Vanno verificati sulla documentazione ufficiale al momento in cui si sostiene la spesa, non su articoli di stagioni precedenti.
Il caso del condominio centralizzato
Se il riscaldamento è centralizzato, il margine individuale è diverso ma non nullo.
Il D.Lgs 102/2014, che ha recepito la direttiva europea sull’efficienza energetica, ha reso obbligatoria l’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore nei condomini con impianto centralizzato. Questi sistemi permettono di regolare autonomamente la temperatura di ogni unità e di ripartire le spese in proporzione al consumo effettivo, con risparmi di combustibile che le indicazioni tecniche collocano tra il 10% e il 30% annuo.
La conseguenza pratica: in un condominio contabilizzato, chiudere le valvole nelle stanze non usate incide direttamente sulla propria quota. Non è più un gesto simbolico.
Restano poi le decisioni collettive, che valgono molto di più di qualunque azione individuale: la sostituzione del generatore, il bilanciamento dell’impianto, l’isolamento del sottotetto o della copertura. Sono argomenti da assemblea, e meglio arrivarci con dati e preventivi invece che con impressioni.
Cosa non fare
- Usare stufette elettriche per integrare. Una stufa elettrica converte l’elettricità in calore con rendimento unitario, ma l’elettricità costa per unità di energia molto più del gas. È la soluzione più cara per scaldare, e va riservata a un uso breve e localizzato: se ti serve, ecco quale stufa elettrica scegliere.
- Chiudere completamente le stanze non usate. Le loro pareti si raffreddano e diventano il punto in cui il vapore prodotto nel resto della casa condensa. È il meccanismo tipico della muffa nella camera degli ospiti.
- Sigillare ogni fessura. La casa ha bisogno di ricambio d’aria per la salubrità e per smaltire il vapore. L’obiettivo è eliminare le infiltrazioni incontrollate, non la ventilazione.
- Alzare il termostato per scaldare più in fretta. L’impianto lavora alla stessa potenza; si limita a fermarsi più tardi, oltre il necessario.
- Cambiare fornitore senza confrontare il prezzo complessivo. L’offerta va valutata sul costo totale in bolletta, non sulla sola componente energia, che rappresenta circa la metà del conto.
Domande frequenti
Fonti e metodo
I limiti di temperatura, i periodi e le durate di esercizio citati derivano dal DPR 74/2013 e dalla classificazione in zone climatiche del DPR 412/93. I comuni possono adottare regole più restrittive: verifica sempre le ordinanze locali. I punti di rugiada sono calcolati con la formula di Magnus alle condizioni indicate.
- ENEA — consigli per il riscaldamentoBuone pratiche su temperatura, regolazione, manutenzione e riduzione degli sprechi.
- DPR 16 aprile 2013 n. 74 — testo del regolamentoLimiti di temperatura, periodi e durate di esercizio degli impianti termici.
- ENEA — dieci consigli per i riscaldamentiBuone pratiche per limitare dispersioni e gestire il riscaldamento.
- ARERA — Portale ConsumiDati e strumenti istituzionali per leggere i consumi delle proprie forniture.
Nota: informazioni generali. Per impianti elettrici, gas, refrigeranti, lavori sull’involucro o problemi persistenti rivolgiti a un professionista qualificato.
