In 30 secondi
- Passo 1: portare il termostato a 20 °C. Vale 110–154 € l’anno su una spesa di 1.100 € e non costa nulla.
- Passo 3: sfiatare i radiatori. Un radiatore con aria nel circuito lavora su una frazione della propria superficie utile.
- L’ordine conta: regolazione → distribuzione → manutenzione → dispersioni → generatore → involucro. Mai al contrario.
Le guide al risparmio energetico elencano decine di consigli senza gerarchia, mettendo sullo stesso piano lo spegnimento delle luci e la sostituzione della caldaia. Questo metodo ne propone sei, in un ordine preciso, dove ogni passo prepara il successivo e nessuno richiede di aver fatto quello dopo.
Passo 1 — Regolare la temperatura
È il passo più redditizio dell’intero elenco, e va fatto prima di ogni altra cosa.
L’energia necessaria per riscaldare è proporzionale alla differenza di temperatura tra dentro e fuori. Ogni grado in meno vale indicativamente il 5–7% del consumo di riscaldamento. Passare da 22 a 20 °C, cioè rientrare nel riferimento del DPR 74/2013, vale tra 110 e 154 € l’anno su una spesa di 1.100 €.
La regolazione comprende tre azioni distinte:
- Il valore di riferimento: 19–20 °C nelle ore di presenza.
- L’attenuazione: 16–17 °C di notte e quando la casa è vuota. Abbassare, non spegnere.
- La zonizzazione: camera 17–18 °C, corridoi 16–17, bagno 22 solo al momento dell’uso.
Un cronotermostato programmabile automatizza le prime due e si ripaga nella prima stagione. Le valvole termostatiche rendono possibile la terza.
Prima di regolare, però, va verificato che il termostato sia posizionato bene: su parete interna, in aria libera, a circa 1,5 metri, nella stanza più vissuta. Un termostato su parete esterna legge più freddo del reale e fa lavorare l’impianto oltre il necessario per tutto l’inverno, e nessuna impostazione può correggere questo errore.
Passo 2 — Non ostacolare il calore
Costa zero e si fa in un pomeriggio, spostando qualche oggetto.
Un radiatore cede calore in due modi: per convezione, scaldando l’aria che sale lungo la sua superficie, e per irraggiamento verso la stanza. Entrambi vengono bloccati dagli ostacoli.
- Il copritermosifone intercetta sia la convezione sia l’irraggiamento. È l’ostacolo peggiore.
- Il divano davanti al radiatore riceve il calore al posto della stanza e in parte lo restituisce alla parete.
- La tenda lunga che scende davanti intrappola l’aria calda tra tenda e vetro, cioè la fa salire lungo la superficie più fredda della stanza.
- Il panno steso sopra blocca il flusso convettivo dall’alto, che è il principale.
- La mensola sporgente subito sopra devia il flusso contro il muro.
Se il radiatore è su parete esterna, un pannello riflettente sottile inserito dietro riduce la quota di calore ceduta direttamente al muro. Su parete interna o già isolata il beneficio è trascurabile.
Passo 3 — Sfiatare e bilanciare
L’aria entra nel circuito di riscaldamento nel tempo e si accumula nei punti alti, cioè nella parte superiore dei radiatori. Un radiatore con aria dentro scalda solo nella parte bassa: sta lavorando su una frazione della propria superficie utile, mentre la caldaia lavora come se fosse tutta attiva.
- Spegni l’impianto e attendi che i radiatori si raffreddino.
- Metti un contenitore sotto la valvoletta di sfiato, in alto su un lato del radiatore.
- Apri lentamente con la chiavetta: uscirà aria con un sibilo.
- Chiudi appena comincia a uscire acqua in modo continuo.
- Ripeti su tutti i radiatori, partendo dal piano più basso.
- Al termine verifica la pressione sul manometro della caldaia e ripristinala se è scesa sotto il valore indicato.
Va fatto a inizio stagione, e ripetuto se un radiatore torna a scaldare male.
Diverso è il caso in cui una stanza è sempre troppo calda e un’altra sempre fredda anche dopo lo sfiato: lì il problema è il bilanciamento idraulico, cioè la ripartizione della portata d’acqua tra i radiatori. È un intervento del tecnico, si fa una volta e spesso vale più di qualunque regolazione del termostato.
Passo 4 — Manutenzione e regolazione del generatore
Il controllo periodico della caldaia è un obbligo di legge con scadenze definite, ma è anche l’occasione per due verifiche che quasi nessuno chiede e che valgono per tutta la stagione.
La temperatura di mandata. Molte caldaie a condensazione sono lasciate con impostazioni che le fanno lavorare a mandata alta. In quella condizione la condensazione dei fumi avviene poco e il rendimento scende verso quello di una caldaia tradizionale, annullando il vantaggio tecnologico per cui si è pagata. Chiedere al tecnico di verificarla non costa nulla durante la manutenzione ordinaria.
La curva climatica. Se la caldaia ha una sonda esterna, può adattare automaticamente la temperatura di mandata a quella esterna, evitando di produrre acqua a 70 °C in una giornata mite. È una funzione spesso presente e mai attivata.
Sul resto della manutenzione: una combustione fuori taratura e uno scambiatore incrostato riducono il rendimento ogni giorno della stagione, in modo invisibile. Il lavaggio dell’impianto per rimuovere fanghi e depositi è un intervento periodico, non straordinario.
Passo 5 — Fermare le dispersioni evidenti
Qui si comincia a spendere, ma con ritorni che si misurano in una o due stagioni.
| Intervento | Ordine di spesa | Quando conviene |
|---|---|---|
| Guarnizioni e paraspifferi | Decine di € | Se senti aria muoversi vicino ai serramenti |
| Isolamento del cassonetto tapparella | Decine di € | Quasi sempre negli edifici ante 1990 |
| Isolamento tubazioni in locali non riscaldati | Decine di € | Se passano in cantina o garage |
| Cronotermostato programmabile | Centinaio di € | Sempre, se non c’è |
| Valvole termostatiche | Centinaio di € | Se l’impianto ne è privo |
Il cassonetto della tapparella merita la sottolineatura: è un vano incassato nel muro, comunicante con l’esterno attraverso la fessura di scorrimento del telo, e in molte costruzioni è privo di qualunque isolamento. È spesso il punto peggiore dell’intera parete, e viene ignorato perché non si vede.
Le tubazioni che attraversano un locale non riscaldato cedono calore lungo tutto il percorso prima di arrivare ai radiatori: calore pagato e mai utilizzato. Le guaine isolanti costano poco e si montano senza attrezzi.
Passo 6 — Gli interventi strutturali
Sostituzione del generatore, degli infissi, cappotto. Sono investimenti importanti e vanno affrontati per ultimi, per una ragione tecnica precisa.
Cambiare la caldaia prima di aver ridotto le dispersioni significa dimensionare il nuovo generatore su un fabbisogno che si vuole poi ridurre. Il risultato è un apparecchio sovradimensionato che lavora male ai carichi parziali, con cicli brevi e rendimento inferiore al nominale. La sequenza corretta è involucro prima, impianto dopo.
Prima di un investimento di questa entità, una diagnosi energetica dell’edificio indica dove si perde davvero calore. I risultati sorprendono spesso: il solaio verso il sottotetto disperde in molti casi più delle finestre, e costa molto meno da isolare.
Sulle detrazioni fiscali: aliquote, massimali e requisiti tecnici cambiano di anno in anno e vanno verificati sulla documentazione ufficiale al momento in cui si sostiene la spesa, non su articoli di stagioni precedenti.
Se l’impianto è condominiale, va ricordato che i sistemi di termoregolazione e contabilizzazione permettono di pagare in proporzione al consumo effettivo, con risparmi di combustibile indicati tra il 10% e il 30% annuo. In quel contesto tutti i passi precedenti hanno un effetto diretto sulla propria quota.
Domande frequenti
Fonti e metodo
I limiti normativi derivano dal DPR 74/2013. Le stime di risparmio sono ordini di grandezza correnti nella documentazione tecnica sull’efficienza energetica e dipendono da isolamento, zona climatica e ore di funzionamento. I costi indicati sono ordini di spesa indicativi, non preventivi.
- ENEA — consigli per il riscaldamentoBuone pratiche su temperatura, regolazione, manutenzione e riduzione degli sprechi.
- ENEA — dieci consigli per i riscaldamentiBuone pratiche per limitare dispersioni e gestire il riscaldamento.
- DPR 16 aprile 2013 n. 74 — testo del regolamentoLimiti di temperatura, periodi e durate di esercizio degli impianti termici.
- ARERA — Portale ConsumiDati e strumenti istituzionali per leggere i consumi delle proprie forniture.
Nota: informazioni generali. Per impianti elettrici, gas, refrigeranti, lavori sull’involucro o problemi persistenti rivolgiti a un professionista qualificato.
