In 30 secondi

  • Ogni stufa elettrica ha rendimento 1: 1 kW assorbito produce 1 kW di calore. Le differenze tra alogena, ceramica e a olio riguardano come distribuiscono il calore, non quanto ne producono.
  • Costo orario di una stufa da 2.000 W: 0,87 €. Uno split che produce lo stesso calore: circa 0,20 €.
  • Una stufa da 2.000 W su un contatore da 3 kW lascia pochissimo margine: sommata a forno o lavatrice fa scattare il contatore.
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Nel reparto riscaldamento di qualunque negozio si trovano stufe alogene, a ceramica, a infrarossi, a olio, ognuna presentata come più efficiente delle altre. È marketing su una grandezza che non varia: il rendimento di una resistenza elettrica è sempre lo stesso, e vale 1.

Il principio

Perché tutte le stufe elettriche consumano uguale

Una stufa elettrica fa passare corrente in una resistenza. Per il principio di conservazione dell’energia, tutta l’energia elettrica assorbita si trasforma in calore. Non ci sono perdite verso l’esterno, non ci sono fumi, non c’è camino: il rendimento è quindi 1, cioè il 100%.

Questo vale identicamente per ogni tecnologia in commercio. Una stufa alogena da 1.200 W e una a olio da 1.200 W producono la stessa quantità di calore consumando la stessa quantità di elettricità. Nessuna può fare diversamente.

Quello che cambia è come il calore arriva a chi lo riceve, e non è irrilevante:

TipoModalitàAdatta a
Alogena o a infrarossiIrraggiamento diretto, immediatoScaldare una persona, non una stanza
TermoventilatoreConvezione forzata, rapidaBagno, riscaldamento breve e localizzato
A olio (radiatore)Accumulo, calore lento e uniformeStanza da tenere in temperatura a lungo
A ceramica o convettoreConvezione, compromessoUso generico

La distinzione utile è quindi tra scaldare una persona e scaldare una stanza. Una lampada a infrarossi puntata su chi sta seduto alla scrivania dà comfort immediato consumando molto meno di quanto servirebbe per portare in temperatura tutto l’ambiente. È l’unico caso in cui la stufa elettrica è la scelta razionale.

Numeri

Il conto orario, a confronto

Con l’energia elettrica a 0,4343 €/kWh, riferimento ARERA del IV trimestre 2026:

ApparecchioAssorbimentoCalore prodottoCosto/ora4 h/giorno per 30 giorni
Stufa elettrica 2.000 W2,00 kW2,0 kW0,87 €104,2 €
Stufa elettrica 1.200 W1,20 kW1,2 kW0,52 €62,5 €
Split in pompa di calore, SCOP 4,30,47 kW2,0 kW0,20 €24,2 €

La prima e la terza riga producono la stessa quantità di calore: 2 kW. La differenza di costo è di oltre quattro volte, e deriva interamente dal fatto che lo split non produce calore ma lo trasporta dall’esterno.

Il confronto con il gas completa il quadro: una caldaia a condensazione produce lo stesso kWh di calore a circa 0,159 €, cioè poco più di un terzo della stufa elettrica. La stufa elettrica è quindi il modo più costoso di scaldare disponibile in una casa italiana.

Il problema della potenza impegnata

C’è un vincolo pratico che precede il costo, e riguarda la maggior parte delle utenze domestiche italiane, contrattualizzate a 3 kW di potenza impegnata.

Una stufa da 2.000 W lascia 1.000 W di margine per tutto il resto della casa. Il frigorifero all’avvio del compressore, un forno, una lavatrice in fase di riscaldamento dell’acqua, un phon: basta una sovrapposizione e il contatore stacca.

Le opzioni sono tre, e nessuna è gratuita. Usare la stufa a potenza ridotta, cioè accettare metà del calore. Aumentare la potenza impegnata, con un costo fisso in più in bolletta ogni mese. Oppure non usare la stufa come fonte principale di calore, che nella maggior parte dei casi è la risposta giusta.

Uno split che produce gli stessi 2 kW di calore ne assorbe circa 0,47: sullo stesso contatore da 3 kW non pone alcun problema.

I casi legittimi

Quando la stufa elettrica ha senso

Non è un apparecchio da escludere: è un apparecchio con un campo d’impiego stretto.

  • Il bagno la mattina. Dieci minuti di termoventilatore in uno spazio piccolo costano pochi centesimi e risolvono un problema puntuale che nessun impianto centralizzato affronta bene.
  • Una singola persona in una stanza grande. Un pannello a infrarossi puntato sulla scrivania scalda chi lavora senza portare in temperatura 40 m³ d’aria.
  • Le mezze stagioni, per un’ora la sera, dove non c’è uno split. Accendere l’impianto centrale sarebbe sproporzionato.
  • Locali usati raramente, dove l’installazione di qualunque impianto non si giustifica.
  • Emergenza, in caso di guasto della caldaia.

Il filo comune è che si tratta di usi brevi e localizzati. Il costo orario alto pesa poco su poche ore; diventa insostenibile su una stagione. Una stufa da 2.000 W usata quattro ore al giorno da novembre a marzo supera i 520 € di sola elettricità.

Due avvertenze di sicurezza che valgono per tutte le tipologie: mai coprire una stufa elettrica né usarla per asciugare panni appoggiati sopra, e mai collegarla a una prolunga o a una ciabatta multipla sottodimensionata, perché l’assorbimento continuo elevato è una causa frequente di surriscaldamento dei conduttori.

Domande frequenti

Qual è la stufa elettrica che consuma meno?Nessuna consuma meno delle altre a parità di potenza: tutte hanno rendimento 1, cioè trasformano tutta l’elettricità assorbita in calore. Cambia solo il modo di distribuirlo. Una da 1.000 W consuma la metà di una da 2.000 W, ma scalda anche la metà.
Quanto costa tenere accesa una stufa elettrica?Una stufa da 2.000 W costa circa 0,87 € all’ora a 0,4343 €/kWh. Usata quattro ore al giorno per un mese sono circa 104 €; per un’intera stagione di cinque mesi si superano i 520 €.
Meglio la stufa a olio o il termoventilatore?Consumano uguale a parità di potenza. Il termoventilatore scalda in fretta ed è adatto a usi brevi come il bagno; la stufa a olio accumula calore e lo rilascia lentamente, quindi è più adatta a mantenere in temperatura una stanza per ore.
Posso usare una stufa da 2.000 W con un contatore da 3 kW?Sì, ma resta poco margine per il resto della casa. L’avvio del frigorifero sommato al forno o alla lavatrice può far scattare il contatore. Le alternative sono usarla a potenza ridotta o aumentare la potenza impegnata, con un costo fisso in più.

Fonti e metodo

I confronti in euro sono calcoli espliciti a partire da due riferimenti ARERA: 0,4343 €/kWh per l’energia elettrica (cliente tipo in Maggior Tutela, IV trimestre 2026: delibera 338/2026/R/eel del 29 settembre 2026, +37,3% sul trimestre precedente) e 1,4372 €/Smc per il gas (prezzo di riferimento per il cliente tipo del Servizio di tutela della vulnerabilità, agosto 2026). Il potere calorifico del metano è assunto pari a 9,5 kWh/Smc. Con una tariffa diversa il risultato cambia in proporzione e la formula resta valida.

Ultima verifica fonti: 4 settembre 2026 · Metodo editoriale · Segnala una correzione

Nota: informazioni generali. Per impianti elettrici, gas, refrigeranti, lavori sull’involucro o problemi persistenti rivolgiti a un professionista qualificato.