In 30 secondi

  • Un climatizzatore in pompa di calore con SCOP 4,3 produce calore a circa 0,101 €/kWh, contro 0,159 € di una caldaia a condensazione: oltre un terzo in meno.
  • Il limite non è il costo ma la distribuzione: lo split scalda la stanza in cui si trova, non l’appartamento. L’aria calda non risale i corridoi.
  • In riscaldamento i deflettori vanno diretti verso il basso: l’aria calda sale da sola e, se lanciata in alto, resta a soffitto.
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Milioni di case italiane hanno uno split installato per l’estate che resta spento da ottobre ad aprile. Nella maggior parte dei casi quella macchina è una pompa di calore aria-aria, cioè il generatore di calore più economico presente in casa. Il perché merita di essere capito, e con esso i limiti che ne fanno un’integrazione più che una sostituzione.

Il conto

Perché costa meno di qualunque altra cosa

Un climatizzatore in modalità riscaldamento non trasforma elettricità in calore: sposta calore dall’aria esterna a quella interna. Anche a 5 °C l’aria contiene energia termica, e il ciclo frigorifero invertito la trasferisce dentro casa. Per questo può restituire 4 kWh di calore consumandone 1 elettrico.

Gli split moderni dichiarano un SCOP, coefficiente di prestazione stagionale in riscaldamento, tipicamente compreso tra 4,0 e 4,6. È un valore più alto di quello delle pompe di calore aria-acqua, perché lo split produce aria calda a bassa temperatura invece che acqua a 45 °C.

SistemaCosto per kWh utileSu 3.000 kWh termici
Split in pompa di calore, SCOP 4,30,101 €303 €
Pompa di calore aria-acqua, SCOP 3,50,1241 €372 €
Caldaia a condensazione0,159 €478 €
Caldaia tradizionale0,189 €567 €
Stufa elettrica a resistenza0,4343 €1.303 €

Il confronto con l’ultima riga è quello che sorprende di più: a parità di calore prodotto, lo split costa circa un quarto di una stufa elettrica. Sono entrambi apparecchi elettrici collegati alla stessa presa; la differenza è che uno produce calore e l’altro lo trasporta.

Cosa non fa

I limiti pratici, che sono reali

Se il conto economico è così favorevole, perché lo split non ha sostituito le caldaie? Perché il costo di esercizio è solo una parte del problema.

La distribuzione. Uno split scalda la stanza in cui è installato. L’aria calda tende a salire e non attraversa corridoi e porte per raggiungere le altre stanze. Un appartamento di quattro locali richiederebbe più unità interne, cioè un impianto multi-split.

La stratificazione. L’aria calda si accumula a soffitto. Senza una buona movimentazione si ottiene una testa calda e i piedi freddi, che è la definizione pratica di scarso comfort. È il motivo per cui i deflettori vanno orientati verso il basso e la ventola non va tenuta al minimo.

L’acqua calda sanitaria. Lo split non la produce. Se sostituisce la caldaia, serve un’altra soluzione per docce e rubinetti, e uno scaldabagno elettrico riporterebbe in casa il consumo più costoso della tabella precedente.

Il rumore e il getto d’aria. In riscaldamento l’unità interna soffia aria in movimento, che alcune persone trovano sgradevole in inverno, quando ci si aspetta un calore statico come quello dei radiatori.

Lo sbrinamento. Con aria esterna fredda e umida l’unità esterna accumula brina e deve rimuoverla invertendo il ciclo. Durante quei minuti l’unità interna smette di soffiare aria calda, e in alcuni modelli il passaggio è percepibile.

Come usarlo bene, se lo si usa

  • Deflettori verso il basso. È l’opposto dell’estate. L’aria calda sale da sola: se la si lancia in alto, resta a soffitto e il termostato dell’unità interna si inganna.
  • Ventola su automatico, non al minimo. Serve portata d’aria per distribuire il calore e limitare la stratificazione.
  • Marcia continua a temperatura moderata invece di cicli di accensione. La pompa di calore rende meglio a regime stabilizzato, e in riscaldamento questo vale ancora più che in raffrescamento.
  • Set point intorno ai 20 °C, il riferimento del DPR 74/2013 per le abitazioni, con 2 gradi di tolleranza.
  • Filtri puliti: in riscaldamento la portata d’aria conta quanto in raffrescamento, e i filtri sporchi allungano i tempi.
  • Un ventilatore a soffitto in inversione, se c’è: girando al contrario a bassa velocità rimescola l’aria calda accumulata in alto senza creare correnti.

Una nota sull’unità esterna in inverno: deve restare libera da neve, foglie e ostruzioni, e va evitato di chiuderla in cassonetti non ventilati. Un evaporatore che non riceve aria esterna a sufficienza fa crollare il rendimento.

Decisione

Quando conviene davvero

SituazioneVerdetto
Stanza singola da scaldare qualche ora al giornoSì, nettamente
Mezze stagioni, quando la caldaia sarebbe sproporzionataSì: è l’uso ideale
Seconda casa o ufficio usato saltuariamenteSì: nessun impianto da mantenere
Integrazione al riscaldamento centralizzato in orari non copertiSì
Sostituzione completa dell’impianto in un appartamentoSolo con multi-split e soluzione separata per l’acqua calda
Casa molto disperdente in zona climatica FDifficile: la resistenza integrativa lavorerebbe spesso

La seconda riga è quella che rende il maggior beneficio a costo zero, e riguarda la maggior parte delle case italiane. Ottobre e aprile sono mesi in cui accendere l’impianto centrale per un paio d’ore la sera è sproporzionato, e in cui uno split acceso nella stanza vissuta risolve il problema con pochi centesimi.

Prima di considerarlo come sostituto integrale, invece, il calcolo va rifatto sul caso specifico, includendo il costo delle unità aggiuntive, l’eventuale aumento della potenza impegnata del contatore e la soluzione per l’acqua calda sanitaria.

Domande frequenti

Quanto costa scaldare con il climatizzatore rispetto alla caldaia?Poco meno di due terzi. Uno split con SCOP 4,3 produce un kWh di calore a circa 0,101 € con elettricità a 0,4343 €/kWh, contro 0,159 € di una caldaia a condensazione con gas a 1,4372 €/Smc.
Il climatizzatore consuma molto in modalità riscaldamento?Meno di quanto si pensi, perché non produce calore ma lo sposta dall’aria esterna. Per ogni kWh elettrico assorbito restituisce circa 4 kWh di calore, valore espresso dallo SCOP dichiarato in scheda tecnica.
Come vanno orientati i deflettori in riscaldamento?Verso il basso, al contrario dell’estate. L’aria calda sale da sola: dirigendola in alto resta a soffitto, la stanza non si scalda in modo uniforme e il sensore dell’unità interna legge una temperatura falsata.
Il climatizzatore può sostituire completamente la caldaia?In un monolocale o in una stanza singola sì. In un appartamento servirebbe un multi-split per raggiungere tutte le stanze e una soluzione separata per l’acqua calda sanitaria, perché lo split non la produce.

Fonti e metodo

I confronti in euro sono calcoli espliciti a partire da due riferimenti ARERA: 0,4343 €/kWh per l’energia elettrica (cliente tipo in Maggior Tutela, IV trimestre 2026: delibera 338/2026/R/eel del 29 settembre 2026, +37,3% sul trimestre precedente) e 1,4372 €/Smc per il gas (prezzo di riferimento per il cliente tipo del Servizio di tutela della vulnerabilità, agosto 2026). Il potere calorifico del metano è assunto pari a 9,5 kWh/Smc. Con una tariffa diversa il risultato cambia in proporzione e la formula resta valida.

Ultima verifica fonti: 4 settembre 2026 · Metodo editoriale · Segnala una correzione

Nota: informazioni generali. Per impianti elettrici, gas, refrigeranti, lavori sull’involucro o problemi persistenti rivolgiti a un professionista qualificato.