In 30 secondi
- A parità di calore consumano tutti uguale. Termoventilatore, termoconvettore, radiatore a olio e stufa alogena trasformano ogni kWh di elettricità in un kWh di calore.
- Cambiano velocità, rumore e modo di scaldare: alcuni scaldano l’aria della stanza, altri soprattutto chi sta davanti. Conta anche quanto bene si spengono da soli: termostato e timer pesano più della tecnologia.
- Per scaldare una stanza molte ore al giorno, nessuna stufa elettrica è la scelta economica: un climatizzatore in pompa di calore produce lo stesso calore con molta meno elettricità.
Termoventilatore o radiatore a olio? Stufa a olio o termoconvettore? Termoventilatore o stufa alogena? Sono domande che tornano ogni inverno, appena arriva il primo freddo. Sul consumo la risposta è quasi sempre la stessa, ed è la parte meno utile. La parte utile è capire quale apparecchio fa il lavoro che ti serve, in quanto tempo e con quanto spreco.
A parità di calore, consumano tutti uguale
Tutti questi apparecchi funzionano allo stesso modo: una resistenza elettrica si scalda al passaggio della corrente. Cambia soltanto il modo in cui quel calore arriva a te: soffiato da una ventola, portato dall’aria che sale, accumulato nell’olio o irradiato da un elemento incandescente.
Il Dipartimento dell’Energia statunitense lo riassume così: il riscaldamento a resistenza elettrica è efficiente al 100%, nel senso che tutta l’energia elettrica in ingresso diventa calore. Non esiste quindi una stufa elettrica “a basso consumo” che produca più calore di un’altra con la stessa elettricità.
Il conto si fa sempre allo stesso modo: potenza in kW × ore di funzionamento × prezzo del kWh. Con 0,4343 €/kWh, il prezzo di riferimento ARERA del IV trimestre 2026 per il cliente domestico tipo vulnerabile, tasse incluse, un apparecchio da 2.000 W alla massima potenza costa circa 0,87 € l’ora. Uno da 1.000 W costa circa 0,43 € l’ora. Il tuo prezzo può essere diverso: ecco come trovarlo in bolletta.
Confronta i watt solo a parità di calore
Una stufa alogena da 1.200 W costa meno all’ora di un termoventilatore da 2.000 W perché produce meno calore, non perché sia più efficiente. Se devono portare la stessa stanza alla stessa temperatura servono gli stessi kWh: l’apparecchio più piccolo ci mette solo più tempo, oppure non ci arriva.
Le quattro tecnologie a confronto
| Apparecchio | Come scalda | Velocità | Rumore | Ha senso per |
|---|---|---|---|---|
| Termoventilatore | Una ventola spinge l’aria sulla resistenza e la soffia calda nella stanza | Immediato | Si sente la ventola | Scaldare in fretta una stanza piccola, per poco tempo |
| Termoconvettore | L’aria scaldata dalla resistenza sale e circola da sola; alcuni modelli hanno una ventola “turbo” | Più lento del termoventilatore | Silenzioso senza turbo | Scaldare in modo uniforme una stanza per qualche ora |
| Radiatore a olio | La resistenza scalda l’olio, che scalda il corpo del radiatore; il calore passa all’aria e alle superfici | Lento a partire e lento a raffreddarsi | Silenzioso | Molte ore di seguito nella stessa stanza |
| Stufa alogena, al quarzo o al carbonio | Elementi incandescenti emettono raggi infrarossi che scaldano persone e oggetti davanti | Immediata, ma solo davanti | Silenziosa, emette luce | Scaldare una persona ferma per poco tempo, non la stanza |
Termoventilatore o radiatore a olio?
Sul consumo è un pareggio: 2.000 W per un’ora sono 2 kWh in entrambi i casi. Cambiano il modo in cui il calore arriva e quanto resta.
Il termoventilatore scalda l’aria subito. Quando lo spegni il caldo se ne va in fretta, perché non accumula niente. È adatto agli usi brevi: la stanza fredda da scaldare in pochi minuti, il locale dove stai mezz’ora. Il prezzo da pagare è il rumore della ventola, che di notte molti trovano fastidioso.
Il radiatore a olio impiega più tempo a scaldarsi, ma poi cede calore in modo uniforme e continua a farlo anche dopo lo spegnimento. È adatto a molte ore nella stessa stanza, come una camera da letto o uno studio, ed è silenzioso.
Quel calore “che resta” non è un regalo: è energia che hai già pagato per scaldare l’olio. Rende la temperatura più stabile, quindi più confortevole, ma non fa risparmiare.
Stufa a olio o termoconvettore?
Qui entrambi sono silenziosi, a meno che il termoconvettore non abbia la funzione turbo, ed entrambi scaldano l’aria di tutta la stanza. La differenza è il ritmo.
Il termoconvettore arriva in temperatura prima ed è più leggero; molti modelli si possono anche fissare a parete. Conviene per una stanza usata qualche ora, per esempio la sera.
Il radiatore a olio è più lento e più pesante, ma mantiene una temperatura più costante e continua a scaldare dopo lo spegnimento. Conviene per usi lunghi e continui, come la notte.
Termoventilatore o stufa alogena?
Sono due strumenti diversi. Il termoventilatore scalda l’aria della stanza. La stufa alogena, come quelle al quarzo o al carbonio, scalda soprattutto ciò che ha davanti: te, la sedia, la parete.
Se sei fermo alla scrivania o resti pochi minuti in bagno, la stufa radiante ti dà una sensazione di caldo immediata a una potenza più bassa, quindi con un costo orario minore. Se devi portare in temperatura tutta la stanza fa fatica: meglio il termoventilatore, o un termoconvettore se l’uso dura di più.
E rispetto al climatizzatore?
È l’unico confronto in cui il consumo cambia sul serio. Un climatizzatore in modalità caldo è una pompa di calore: non produce calore, lo sposta da fuori a dentro. Per lo stesso calore usa molta meno elettricità di qualsiasi stufa a resistenza. Secondo il Dipartimento dell’Energia statunitense, le pompe di calore riducono facilmente del 50% il consumo elettrico rispetto al riscaldamento a resistenza. Con un climatizzatore efficiente la differenza può essere anche maggiore, come mostra il conto ora per ora.
Vale per il termoventilatore come per il termoconvettore e il radiatore a olio. Se nella stanza hai già un climatizzatore in pompa di calore, per un uso quotidiano conviene quasi sempre usare quello al posto della stufa. Il conto ora per ora è nella nostra guida stufa elettrica o climatizzatore.
Tre luoghi comuni da lasciar perdere
- “Il radiatore a olio consuma meno perché trattiene il calore.” Restituisce dopo lo spegnimento il calore che ha consumato prima. Rende la temperatura più stabile, non la bolletta più leggera.
- “La stufa alogena consuma poco.” Consuma meno all’ora perché produce meno calore. Per una persona ferma può bastare; per una stanza intera no.
- “Il termoventilatore secca l’aria.” Qualsiasi apparecchio che scalda l’aria ne abbassa l’umidità relativa, perché l’aria più calda può contenere più vapore: il vapore non sparisce, cambia il rapporto. Nessuna di queste stufe toglie acqua dalla stanza. Il termoventilatore muove di più l’aria, e con lei la polvere. Sull’umidità giusta in inverno c’è la nostra guida dedicata.
Quanto costa la tua stufa elettrica
Se non sai per quanto tempo il termostato tiene accesa la resistenza, lascia 100%: è il caso peggiore. Per il dato reale misura il consumo con una presa dotata di misuratore.
Con i valori predefiniti, 2.000 W per 3 ore al giorno per 30 giorni fanno 180 kWh, cioè circa 78,17 € al prezzo di riferimento ARERA. Se il termostato tiene la resistenza accesa metà del tempo, il conto si dimezza. Per misurare il tuo apparecchio: come misurare i consumi di casa.
Quale scegliere, stanza per stanza
Radiatore a olio o termoconvettore senza turbo, con termostato elettronico. Silenziosi e con calore stabile. Lontani da tende e letto, mai coperti.
Stufa radiante orientata verso di te, alla potenza più bassa che basta, oppure un termoventilatore. In bagno solo se il manuale ne consente l’uso lì.
Nessuna stufa elettrica è la scelta economica. Meglio il climatizzatore in pompa di calore o l’impianto principale.
Sui gradi da impostare trovi i riferimenti nella guida sulla temperatura ideale in casa in inverno.
Il risparmio sta nel controllo, non nella tecnologia
Due apparecchi da 2.000 W consumano uguale finché la resistenza è accesa. In bolletta fa la differenza quanto tempo resta accesa, e lì contano i comandi.
- Termostato elettronico: spegne la resistenza quando la stanza è in temperatura e la riaccende quando serve. Con una manopola senza gradi è difficile sapere a quanto stai scaldando.
- Timer: evita di scaldare una stanza vuota, per esempio di notte o prima che tu rientri.
- Rilevamento finestra aperta: alcuni modelli si fermano quando la temperatura scende all’improvviso, come quando si arieggia.
Dal luglio 2025 i nuovi apparecchi per il riscaldamento d’ambiente locale venduti nell’Unione europea seguono il Regolamento (UE) 2024/1103, che ha sostituito le regole del 2015. Riguarda anche radiatori elettrici e riscaldatori a infrarossi e fissa limiti ai consumi in standby e da spenti. Una stufa di molti anni fa, con la sola manopola, può non avere nessuno di questi controlli.
Sicurezza: le regole che valgono per tutte
- Tieni tende, tessuti, carta e mobili lontani dalla stufa: i Vigili del Fuoco raccomandano di tenere le sostanze combustibili a distanza dagli apparecchi che scaldano. La distanza minima è indicata nel manuale.
- Non coprirla e non usarla per asciugare il bucato.
- Non collegarla insieme ad altre spine sulla stessa presa ed evita di usarla mentre funzionano altri apparecchi potenti: anche questi sono consigli dei Vigili del Fuoco. Con un contratto da 3 kW, una stufa da 2.000 W lascia poco margine: ne parliamo nella guida stufa elettrica o climatizzatore.
- In bagno usa solo apparecchi che il manuale dichiara adatti, lontano da vasca e doccia.
Domande frequenti
Fonti e metodo
Per i punti verificabili di questa guida consultiamo fonti istituzionali e normative. I costi sono calcoli aritmetici sulla potenza di targa e su un prezzo di riferimento: il consumo reale dipende dal termostato, dalla stanza e dall’uso.
- U.S. Department of Energy — riscaldamento a resistenza elettricaEfficienza del riscaldamento a resistenza e confronto con le pompe di calore.
- ARERA — aggiornamento Maggior Tutela, IV trimestre 2026Prezzo di riferimento di 43,43 centesimi di euro per kWh, tasse incluse, per il cliente tipo vulnerabile (delibera 338/2026/R/eel del 29 settembre 2026, +37,3% sul trimestre precedente).
- Regolamento (UE) 2024/1103Requisiti di progettazione ecocompatibile per gli apparecchi per il riscaldamento d’ambiente locale.
- Commissione europea — nuove regole per il riscaldamento localeAmbito del regolamento: radiatori elettrici, riscaldatori a infrarossi, consumi in standby.
- Vigili del Fuoco — sicurezza nel quotidianoDistanza dei materiali combustibili, prese e apparecchi di potenza elevata.
Nota: informazioni generali. Per impianti elettrici, installazioni fisse o dubbi sulla sicurezza di un apparecchio rivolgiti a un professionista qualificato.
